SIMBA
Finalmente un piccolo, banale due vie da libreria
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Quanto sono lunghe le storie? Infinite. Ma quando è iniziato tutto questo? Nella primavera del 1997, quando una ditta svendeva i soli mobili di un sistema satelliti più subwoofer, con tutte le fresature precise per altoparlanti tutti da trovare.
  Il nome del progetto era giusto per bambini e ragazzi e per ridotto ingombro poteva stare nella cameretta (?) di Maria. Fin qui i mobili. Poi ho trovato gli altoparlanti delle dimensioni giuste (dopo ricerca infinita) nel catalogo Monacor. Le prime misure dei componenti importate nel simulatore fecero da subito chiarezza che l’affare era complicato, filtri di varie forme e pendenze, imbottiti di celle di equalizzazione riuscirono solo in parte nell’intento della pacifica convivenza del piccolo woofer SP-60/8 con diametro nominale 10 cm e del tweeter DT-105 con bobina mobile diametro 25 mm e ferrofluido.
Nel frattempo Maria cresceva come tutti i bambini del mondo ed io riuscii anche ad azzeccare un filtro; non contento, modificai il filtro che, tramite interruttore, consentiva di passare da un ascolto normale a quello “monitor near field”: vale a dire una linea retta e pietosa che diveniva una linea con una bombatura fra i 500/5000Hz raccapricciante.
Mentre l’affare dei mobili svaniva, e il “bisinnèss” anche, Maria diveniva amministratore delegato (scherzo ma fra un po’ ci siamo) della Philips acquistandone tutti i brevetti (una cifra) in contanti (un’altra cifra), io mi sono ritrovato con questi quattro altoparlanti che facevano compagnia agli altri 50 sugli scaffali a far polvere. Veniamo ai giorni nostri: primavera 2000, nuovo millennio. Prendo i woofer rifaccio le misure di parametri ed impedenze, simulo e ordino in falegnameria i mobili con i volumi giusti (!), fresature, foro per tubo reflex: rivoluzione.
Arrivano dopo sei (6) mesi, in legno “Nocetto” (così si chiama, spero) spessore 33 mm e qualche misura diversa. Poco male il tubo reflex è ora posto sul retro poiché grazie allo spessore del mobile, sul frontale non c’è spazio.
L’idea di partenza è che questi “robi” siano posizionati sugli scaffali di una libreria (piena di libri ed altro, augurandomi che ci siano librerie aperte sul retro!), in modo poco esoterico ma tanto, tanto comodo (e sacrificando la ricostruzione scenica): le misure dei componenti realizzate con Clio 4.50 saranno effettuate così, utilizzando la libreria in studio; l’importanza maggiore sarà data a quelle fuori asse perché in asse non le ascolterà nessuno ed anche perché fuori asse si capisce meglio come l’energia viene immessa nell’ambiente. C’è poco da polemizzare.
  1. Le misure degli altoparlanti sui cataloghi delle aziende sono realizzate su pannelli, mobili e luoghi di varia tipologia e natura che non sono mai quelle di uso corrente, ma necessarie quando descritte da normative per procedere ad una prima selezione.
  2. Provate a tenere un bambino in posizione giusta per l’ascolto legato alla sedia, certo sarebbe meglio la moglie imbavagliata, ma un’amante! (e la mitica e sottovalutata posizione del missionario?).
  3. Se non si conosce come la musica giunge alle pareti, pavimento, soffitto della stanza, non sapremo niente.
  4. Se il nostro sistema di altoparlanti avrà coerenza energetica, anche se ci alziamo dalla sedia (+/-) ascolteremo comunque qualcosa. Anche chi in quel momento sta pulendo i pavimenti con la scopa o la schiena. E’ chiaro che l’ho fatta facile e bella superficiale, ma l’idea è semplice: non tutto va bene per tutto. I sistemi che offrono risposte sull’asse esemplari non sono utili, sistemi “naturali” ultra direttivi (che anche la distanza fra le orecchie è troppa) con risposte a “capocchia” non sono utili. In definitiva dobbiamo per forza essere esoterici ed infelici? Lo spazio dietro i diffusori non c’è l’ho, ai lati dei diffusori ci stanno i libri e dopo quelli, il bagno: ascolto la musica mentre lavo i piatti: sono un disgraziato. Abbastanza felice!
Quando potrò mi faccio una stanza solo per sentire la musica dove potrò sognare e non far entrare nessuno, manco quella maniaca sessuale della mia amante, e basta!

Foto 1:
Il sistema di altoparlanti da libreria Simba.

Il progetto

Nella Fig. 1 la misura di woofer e tweeter in asse ad 1 metro, montati nel mobile definitivo e questo in libreria. Diffusore sul filo della mensola e circondato di libri. C’è poco da fare: queste sono.
Nella Fig. 2 stessa storia ma a 30° sull’asse sempre orizzontale: la situazione sembra più bella; il tw continua a non suonare dopo i 15KHz, ma chi se ne frega tanto non li sento e c’ho pure la pancia.
In realtà ho un numero più esaustivo di dati sia sull’asse orizzontale sia verticale che ho utilizzato nel simulatore e appena divento editore le pubblico tutte. Vi ho detto che di filtri ne ho provati un po’ troppi (se conoscessi la materia forse perderei meno tempo) nell’ultima settimana un 24/24dB/oct, un 6/12 con celle di eq con carrello annesso ed alla fine un filtro serie. Lo dico così, con parole semplici: ho avuto non fortuna, di più! Sì, perché ha subito funzionato meglio e guardando la schermata di Audio Genius non mi pareva vero!
Il primo filtro serie è stato un 6/6 (6 dB sul woofer e 6 sul tweeter), incoraggiato (o meglio, meno disperato) ho cercato di dare alla curva la forma desiderata e per farlo sono passato ad un 12/12. In Fig. 3 le differenze fra i due. Lo scopo è quello di svuotare di energia la parte dello spettro audio dove anche le mie orecchie sono più sensibili, quella della voce +/- che consentiva ai primi due abitanti della terra di gridarsi “attento al leone dietro i reniiii”, di sentire, capire e fuggire sull’albero: segnali d’allarme e non solo.
Poiché all’ascolto la “capata” dei 10/15 kHz è risultata troppo in evidenza, ho trafficato con il filtro fino ad ottenere la misura in Fig. 4, a cui corrisponde lo schema del filtro di Fig. 5. I valori hanno due cifre dopo la virgola perché li seleziono uno ad uno perché la stereofonia è fatta così; in questo caso è forse esagerato, ma con sistemi seri è cosa obbligatoria: i due diffusori devono essere uguali altrimenti vi scordate il palcoscenico virtuale (o il campionatore reale). Bene, sono tutto contento ed ora nella Fig. 6 potete ammirare lo stesso diffusore misurato in regime semi-anecoico, ottenuto poggiando il diffusore su apposito cavalletto, portandolo ad una altezza di 1.8 m ed escludendo le riflessioni dell’ambiente: spero vi accorgiate della differenza. Fin ora ho mostrato il delirio misurato a 1 metro. Penso sia chiaro che le indagini si conducono a 2 e più metri. “Ma poi le misure sono brutte...” (con voce da deficiente).
Circa i filtri serie vorrei brevemente ricordare che, quando si cambia un valore di un componente di “un ramo”, è inevitabile che cambi tutto, quindi la faccenda è un po’ più lunga, diversamente i filtri parallelo sono uno per il woofer ed uno per il tweeter e poi connessi fra loro, ovvio, in parallelo, il che consente una sensazione di maggiore libertà nonché la possibilità di collegare ciascuna sezione all’amplificatore (biwiring) o agli amplificatori (biamping); qui ci sono solo due morsetti ed è già tanto. Continuo dicendo che Fedeltà del Suono già dal primo numero dell’ottobre 1991 pubblicò il primo articolo su questa tipologia di filtro (abbastanza sconosciuta, ma già impiegata dall’AR) a firma dell’Ing. Umberto Nicolao, che ringrazio e saluto.

Foto 4:
Simba nel posto giusto, al momento giusto.

Volume di carico

I parametri del nostro piccolo woofer SP-60/8 (con bobina mobile in alluminio, diametro 25.5 mm) sono in Fig. 7, il volume del mobile è di circa 4.97 litri con misure interne: larghezza 121mm, altezza 235 e profondità 175. Il materiale fonoassorbente non sarà lana minerale di alcun tipo poiché dal tubo del reflex fuoriescono particelle dannose (abbiamo la scadenza sui prodotti alimentari, la domenica senza auto e smog, la dieta e poi...), quindi sarà fibra di poliestere (*) densità 1200g/mq (equivalente a 34Kg/mc): un pannello 130 x 220 x 35 mm posto in alto sarà lungo tanto da essere ripiegato parzialmente dietro il foro del tweeter, un altro di 130 x 130 riempirà i restante spazio sopra il tubo di accordo; parete di fondo altezza woofer, sopra il filtro 130 x 70 e spessore metà del 35. Il tubo reflex nel classico colore arancio-tubatura (da un negozio di materiali edili) ha diametro esterno 40 mm, interno 34 e lunghezza 100 mm. Tutto questo porta alla Fig. 8 con le misure effettuate in campo vicino di tubo, woofer e loro somma. Il sistema misurato a -3dB vale 71.2Hz che per me è buono.
A questo punto potremmo prendere in considerazione un sub; un attimo: il sub è cosa difficile da azzeccare al satellite (un po’ dal punto di vista elettrico, il filtro, molto dal punto di vista acustico) e non è vero che lo si può mettere ovunque, poiché anche se le lunghezze d’onda sono elevate, c’è una buccia di banana che si chiama Ritardo di Gruppo che ne obbliga la distanza sul piano orizzontale e per fortuna ci lascia un po’ di libertà su quello verticale. Cioè se i satelliti sono ad una certa altezza, il sub può stare anche a terra, ma non può stare a due metri avanti o dietro. E dunque per il momento ci riteniamo felici così senza aumento di problemi.

Nota

Ho abitudine all’errore e credo che il racconto valga qualcosa; nelle misure in campo vicino ho commesso il clamoroso errore di non attenuare il segnale che giungeva all’amplificatore, quindi al povero woofer, e di conseguenza captato dal microfono. In realtà che la povera membrana si contorcesse sul cestello, mi divertiva pure, ma non ho considerato che tale pressione superava la massima sopportata dal microfono: il sistema Clio giustamente abbassa il segnale che il microfono gli invia, ma resta comunque che la misura è affetta dall’errore che la sfortunata capsula microfonica introduce. Così avevo ottenuto una curva veramente incredibile, la cui pendenza era quella tipica da cassa chiusa (12dB/oct) ed una frequenza di risonanza a -3db del sistema di 57 Hz! Per un paio di giorni mi sono sentito “il dio del reflex”, da allora ad oggi il “ciuccio della cassa chiusa”. Per dirla tutta avevo anche dato un nome all’incredibile scoperta scientifica che, rivoluzionando le leggi della fisica, mi consentiva simili prestazioni per un reflex: l’accordo R2!
Vi racconto questa storia perché sono convinto che gli errori forniscono un gran numero d’insegnamenti e un’inevitabile scarica di scapaccioni.
In fine la Fig. 9 mostra la risposta a terzi d’ottava del sistema: non amo questo tipo di misura, a mio parere tendenziosa se non falsa, ma tanto utilizzata.

Accessori

Gli altoparlanti sono montati con guarnizione in gomma espansa adesiva a cellule chiuse nelle misure: tweeter larghezza 5 mm spessore 3 mm e per il woofer larghezza 10 e spessore 5 mm. In realtà quest’ultima è eccessiva tant’è che nella Foto 2 è visibile il lavoro di sagomatura per non avere occlusione del cestello; in ogni caso le guarnizioni sono necessarie: il reflex ha solo un tubo che deve “sfiatare”!
I morsetti del diffusore hanno lunghezza 45 mm, poiché lo spessore delle tavole è 33 mm, ovviamente se è medium-density da 19 mm si dorme lo stesso, soprattutto se ben costruito, incollato e rinforzato.

Autocritiche conclusioni

Gesù, ma perché c’è quest’aria d’arroganza, questo fare il “gallo”?
Perché mi sembra sia abolito il buonsenso, la relatività di una affermazione o di una applicazione: ho la sensazione che il pubblico abbia più fiducia in affermazioni totali ed abissali e che il tono sicuro abbia più valore del contenuto.
Liquidare sbrigativamente i perché come metodo per la conoscenza: io non ce la faccio più. E meno ovvio - faccio tale e quale.
Ma tutti ‘sti argomenti accennati e che si perdono? Questa carne sul fuoco e lasciata bruciacchiare?
Un po’ perché è solo un articolino e non un trattato, un po’ perché vorrei sollecitare curiosità, lasciando ai lettori la facoltà di studiare, verificare, sperimentare e farsi una idea propria da confrontare. E’ procedimento più lungo ma la passione non deve conoscere ostacoli!
Dunque, le misure: tutte le riviste del pianeta pubblicano solo alcune misure poiché lo spazio è quello che è; d’altra parte se non si conoscono perfettamente come siano state realizzate è spesso improbabile capire. Ma, in realtà, le misure pubblicate numero dopo numero dalla rivista forniscono possibilità di comparazione reali fra il diffusore Puffo e quello Birichino, se le condizioni del test sono note e costanti. Ma allora non vedrete mai tutte tutte le misure possibili? No! Sono convinto che occorrono tante misure diverse per descrivere un sistema di altoparlanti e che la valutazione sulle stesse necessiti di tante pagine, troppe. Quindi assistiamo ad una omologazione del criterio delle “misure significative” su tutte le testate che purtroppo diventa “cultura e patrimonio” del lettore/autocostruttore che può essere limitante e stereotipata.
Ognuno per ciò che può, a ciascuno per ciò che si deve. Allora, la misura in asse in regime semi-anecoico è buona e utile, ma non è quello che cerco. La comparazione fra la misura di Simba ad un metro in asse con assenza di prime riflessioni e quella misurata in libreria, sono la dimostrazione che un prodotto progettato per stare su uno stand occupando un bel po’ di mq, suonerà male se posto in una libreria: ma onestamente Voi dove lo andrete a piazzare questo benedetto diffusore, che vuole avere l’infame compito di sonorizzare un ambiente punto e basta? Pausa, tutte le altre mie sparate hanno lo stesso senso.
Ah già, ma come suona? Allora non ci siamo capiti: benissimo!

Ringraziamenti

Approfitto. Per motivi personali questi ringraziamenti sono molto lunghi, chiedo scusa anticipatamente ai lettori e alla redazione.
Davide ‘simulo’ Saronni, la somma delle nostre teste vale uno, la sua;
Filippo “porco qui, porco là” Punzo, compagno d’avventure;
Marti Jane Robertson e Renato Cantele persone per bene e Tecnici del Suono per bene;
Angelo Tardio riconosciuto produttore di musica dance con cervello fra le orecchie e cuore più in basso a sinistra;
Maria Pia De Vito voce jazz italiana che in certi giorni è stata nutrimento;
Mauro Bigi e Maurizio Jacchia, perché rispondono al telefono ma mi domandano: “ma lei, dove lo ha messo il microfono?”
Gianni “entusiasmo dubbio” Bove, tecnico del suono non eccelso e una storia che ci ha unito con 24 anni di confronti serrati, ora interrotti, ma non per sempre;
Massimo Curcio, che consentendomi di “insegnare” agli studenti di Spazio Musica, mi ha costretto a studiare;
Lino Esposto e l’Azienda che rappresenta, perché non finge e ci crede;
Mario “tromba” Di Cola e Davide “silenzio” Doldi, producono più “paper dell’AES” loro, che tutta la comunità scientifica mondiale.
Ing. Gennaro Granito, capitano o mio capitano, da citazione a verità.
Infine ringrazio un gran numero di tecnici del suono, studi di registrazione, musicisti, responsabili di service, direttori di riviste e distributori del settore professionale che hanno sopportato la mia presenza.

La Falange Acustica Meridionale
L’Orda del Cerchio di Massima Lunghezza


Altoparlanti
Woofer Monacor SP-60/8: Lire 29.800/15.39 Euro +20% IVA;
tweeter Monacor DT-105: Lire 39.400/20.35Euro +20% IVA.
Monacor Italia - Via Serenari 33/g - 40013 Castel Maggiore (BO) - Tel 051.713656 - Fax 051.715797 - www.monacor.it

Fonoassorbenti e guarnizioni
(*) La fibra di poliestere è un materiale ignifugo (classe 1), senza emissioni di fumi (classe F), non è tossico e non crea reazioni di sensibilizzazione cutanea.
Cidat SpA - Via J. F. Kennedy, 260 - 21042 Caronno Pertusella (VA) - Tel. 02.96450155 - Fax 02.9659870 - www.cidat-spa.com

Sistemi di misura
Clio 4.5.
Audiomatica - Via Faentina, 244/G - 50133 Firenze - Tel.: 055.575221 - Fax: 055.5000402 - www.audiomatica.com

Programma di simulazione
Audio Genius.
Outline - Via Leonardo da Vinci, 56 - 25020 Flero (Brescia) - Tel. 030.3581341 - Fax 030.3580431 www.outline.it

Autore
Enrico Ricciardi - Labirinti Acustici - Via Soave, 10 - 20135 Milano - cell: 0349.2157895 lunedì 9.00 - 12.30 - E-mail: aculab@tin.it.
Altre curiosità sono visibili nel sito www.audiofanatic.it




Costruire HiFi n.54


Fig. 1 - I componenti montati nel mobile definitivo posizionato in libreria, ovviamente senza nessun filtro.

Fig. 2 - In questo caso la misura è stata rilevata a 30° sull’asse orizzontale, sempre senza filtro.

Fig. 3 - Confronto fra x-over serie 12 dB e 6 dB.

Fig. 4 - Sistema e filtro definitivo, sempre in libreria!

Fig. 5 - La schermata di Audio Genius con lo schema del filtro.

Fig. 6 - Ecco la risposta di Simba posto su uno stand alla stessa altezza, ma a distanza dalle pareti della stanza.

Fig. 7 - Parametri del woofer Monacor SP-60/8.

Fig. 8 - Risposta in bassa frequenza del sistema (altoparlante, tubo reflex e somma).

Fig. 9 - Analisi a terzi d’ottava alla distanza di 2 metri fuori asse orizzontale a 30°.

Disegno 1:
Dimensioni del mobile interne in millimetri e fori di montaggio dei componenti.

Disegno 2:
Posizione del foro per il tubo di accordo reflex.

Disegno 3:
Le fresature necessarie per montare i componenti a filo del pannello frontale.

Foto 2:
Alloggiamento degli altoparlanti, il woofer e guarnizioni.

Foto 3:
DT-105 ed il filtro semplice semplice.

Foto 5:
Disposizione del fonoassorbente e del filtro sotto il tubo reflex.

Foto 6:
Il woofer Monacor SP-60/8.

Foto 7:
Il tweeter Monacor DT-105.

Elenco Componenti Filtro

Spk. #1Woofer
Spk. #2 Tw in controfase
Cap 3.38 mF
Cap 5.70 mF
Ind. 0.80 mH loss 0.32 ohm
Ind. 0.60 mH loss 0.45 ohm